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IL DAILY / Sanità · Imprese · Manovra 2027

Dispositivi medici: Patto per il Nord contro i rimborsi imposti alle imprese

Patto per il Nord contesta il payback, che fa contribuire le aziende al ripiano degli sforamenti della spesa pubblica. La richiesta: non scaricare sui fornitori le responsabilità della gestione sanitaria.

5 min di lettura
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LA CONTESTAZIONEChi governa la spesa deve risponderne

Il movimento sostiene la protesta delle imprese e chiede coerenza al Governo sul principio di responsabilità.

IL TESTOCinque scadenze proposte per il pregresso

Il calendario della manovra non coincide con l'abolizione del payback: il Parlamento può ancora modificarlo.

IL PUNTO DI VISTADifendere le forniture significa difendere le cure

Programmare gli acquisti e rendere prevedibili gli oneri: sanità e impresa non devono essere contrapposte.

Sanità · Il comunicato

Payback, Patto per il Nord si schiera con le imprese dei dispositivi medici

Il movimento sostiene la protesta di Fabio Faltoni, presidente di Confindustria Dispositivi Medici, e contesta il trasferimento degli oneri pubblici sui fornitori.

Fonti: Patto per il Nord

Sanità · Il comunicato

Le aziende non siano la copertura degli squilibri pubblici

Schema qualitativo di acquisto pubblico, fornitura e richiesta di ripiano, con la domanda politica sulla responsabilità della spesa

Patto per il Nord sostiene le imprese che contestano le misure sul payback dei dispositivi medici. Nel comunicato del 31 ottobre il movimento condivide la protesta di Fabio Faltoni (presidente di Confindustria Dispositivi Medici) e delle altre associazioni datoriali, chiedendo al Governo di cambiare impostazione.

La contestazione parte da una domanda semplice: perché le aziende fornitrici devono contribuire a coprire gli sforamenti della spesa sanitaria decisa dal settore pubblico? Il movimento considera ingiusto che il costo delle scelte di Stato e Regioni ricada su chi ha fornito strumenti per prevenzione, diagnosi e cura.

La nota richiama il principio del «chi sbaglia, paga» e ne contesta l'applicazione alle imprese. Gli errori pubblici di calcolo o di gestione sono la tesi politica del comunicato: il solo superamento di un tetto non dimostra la colpa di un singolo amministratore. Non serve confondere i due piani per chiedere una politica diversa.

Il movimento avverte inoltre che l'incertezza sugli oneri può scoraggiare l'attività imprenditoriale. Non annuncia una chiusura già avvenuta delle aziende: denuncia il rischio che diventi più difficile investire e fidarsi dei rapporti con la pubblica amministrazione.

La richiesta merita una risposta sul merito. Alle imprese non basta sentir ripetere che la sanità deve essere sostenibile; occorre spiegare chi programma gli acquisti, con quali risorse e perché una parte del conto debba tornare ai fornitori. Difendere la spesa pubblica non può significare rinunciare a valutarne le responsabilità.

Manovra · Il calendario proposto

Payback: le scadenze proposte
per gli anni 2019-2023

Il testo distribuisce i versamenti nel tempo, ma non supera il meccanismo contestato dalle imprese.

Fonti: Ddl di bilancio · Camera dei deputati

Manovra · Il calendario proposto

Più tempo per pagare non significa cancellare l'onere

Calendario proposto dei versamenti per le annualità 2019-2023

Il payback è il contributo delle aziende fornitrici al ripiano degli sforamenti dei tetti regionali per i dispositivi medici. La regola generale pone a loro carico il 50% dell'eccedenza dal 2017, ripartito in base al fatturato verso il servizio sanitario regionale. Non è il rimborso di tutta la spesa né una sanzione per una fornitura irregolare.

L'articolo 73 del disegno di legge propone il calendario riportato nel grafico. Ogni scadenza riguarda una diversa annualità pregressa: non l'intero conto da pagare nel 2027.

Il tetto nazionale salirebbe dal 4,6 al 4,7% dal 2027. Lo Stato contribuirebbe con 350 milioni l'anno dal 2028 al 2031, riducendo gli oneri previsti per le imprese. L'aumento sarebbe di 0,1 punti percentuali, non dello 0,1%.

La distribuzione delle scadenze può dare più tempo alle aziende, ma lascia aperta la domanda politica: è giusto usare i fornitori per coprire gli squilibri della programmazione? Un pagamento meno ravvicinato non risolve da solo il problema di chi deve decidere investimenti e assunzioni.

Queste misure sono ancora proposte, soggette al voto parlamentare. Chiediamo che il confronto valuti insieme l'entità degli oneri, la capacità delle imprese di sostenerli e la continuità delle forniture. Un calendario è utile se rende comprensibile una scelta, non se prende il posto della sua giustificazione.

Una proposta per il Nord

Il federalismo deve unire chi decide, chi spende e chi ne risponde

Fonti: Confindustria Dispositivi Medici

Schema di una proposta politica: collegare decisioni, risorse e controlli per rendere conto ai cittadini della spesa sanitaria

Una buona sanità ha bisogno di imprese capaci di fornire strumenti affidabili, non di un conflitto permanente con chi li produce o li distribuisce. Nella nota del 28 ottobre Confindustria Dispositivi Medici chiede di superare il payback attraverso una migliore programmazione dei fabbisogni e regole prevedibili per gli investimenti.

È una direzione che condividiamo. Proteggere il paziente e difendere l'impresa non sono obiettivi alternativi. Chiediamo che gli acquisti siano valutati prima, insieme alle risorse disponibili e al valore delle tecnologie. Se qualcosa non funziona, il primo dovere della politica è spiegare le decisioni, non cercare un soggetto al quale trasferirne il costo.

La proposta autonomista e federalista che sosteniamo con Patto per il Nord richiede responsabilità anche alle Regioni. Non vogliamo amministrazioni libere di spendere senza rendere conto: vogliamo un legame riconoscibile tra poteri, risorse e risultati. La critica al centralismo perde forza se diventa un alibi per sottrarre i governi territoriali alla verifica.

Per il Nord chiediamo una politica che difenda insieme competenze industriali e servizi sanitari. I cittadini devono poter capire come viene usato il denaro pubblico; le aziende devono poter programmare il proprio lavoro. Il federalismo serve se avvicina queste responsabilità, non se cambia soltanto l'indirizzo al quale spedire il conto.

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