Sanità · Il comunicato
Payback, Patto per il Nord si schiera con le imprese dei dispositivi medici
Il movimento sostiene la protesta di Fabio Faltoni, presidente di Confindustria Dispositivi Medici, e contesta il trasferimento degli oneri pubblici sui fornitori.
Fonti: Patto per il Nord
Sanità · Il comunicato
Le aziende non siano la copertura degli squilibri pubblici

Patto per il Nord sostiene le imprese che contestano le misure sul payback dei dispositivi medici. Nel comunicato del 31 ottobre il movimento condivide la protesta di Fabio Faltoni (presidente di Confindustria Dispositivi Medici) e delle altre associazioni datoriali, chiedendo al Governo di cambiare impostazione.
La contestazione parte da una domanda semplice: perché le aziende fornitrici devono contribuire a coprire gli sforamenti della spesa sanitaria decisa dal settore pubblico? Il movimento considera ingiusto che il costo delle scelte di Stato e Regioni ricada su chi ha fornito strumenti per prevenzione, diagnosi e cura.
La nota richiama il principio del «chi sbaglia, paga» e ne contesta l'applicazione alle imprese. Gli errori pubblici di calcolo o di gestione sono la tesi politica del comunicato: il solo superamento di un tetto non dimostra la colpa di un singolo amministratore. Non serve confondere i due piani per chiedere una politica diversa.
Il movimento avverte inoltre che l'incertezza sugli oneri può scoraggiare l'attività imprenditoriale. Non annuncia una chiusura già avvenuta delle aziende: denuncia il rischio che diventi più difficile investire e fidarsi dei rapporti con la pubblica amministrazione.
La richiesta merita una risposta sul merito. Alle imprese non basta sentir ripetere che la sanità deve essere sostenibile; occorre spiegare chi programma gli acquisti, con quali risorse e perché una parte del conto debba tornare ai fornitori. Difendere la spesa pubblica non può significare rinunciare a valutarne le responsabilità.
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