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Genova candida ai fondi regionali cinque opere di viabilità, dal valore complessivo di oltre 11 milioni di euro. Ai ponti servono coperture finanziarie: quelle mediatiche reggono soltanto i titoli. #Infrastrutture #Liguria #BussolaNord

A Lecco la cura non resta appesa alla famiglia: la paga la Regione, con acquisto del farmaco negli Stati Uniti e via libera all’Asst. Quando serve, la sanità pubblica trova persino la scorciatoia giusta. #Lombardia #Lecco #BussolaNord

In Piemonte un infermiere su sei non può fare fino in fondo il suo lavoro. Però tranquilli: il problema si “gestisce” spostando personale altrove e lasciando reparti e pronto soccorso più scoperti. Geniale, come sempre, quando servono mani e non slogan. #Piemonte #BussolaNord

In Lombardia misurare non è più un vezzo: è quasi una scoperta. Su 50 progetti socio-sanitari, Lecco ne porta due su fragilità e obesità. Se la sanità territoriale vuole reggere, servono percorsi veri e risorse, non solo slide impeccabili. #Lombardia #Lecco #BussolaNord

IL DAILY / Autonomia · Risorse · Responsabilità

Intese sull'autonomia: al Nord servono poteri e risorse

Patto per il Nord contesta le intese tra Governo e quattro Regioni: senza un cambiamento nei rapporti fiscali, sostiene il movimento, non risolvono lo squilibrio del Nord. Il passaggio parlamentare resta decisivo.

6 min di lettura
Mappa Nord canonica: illustrazione artistica dei territori settentrionali e dell'Italia visibile
AUTONOMIAPatto per il Nord chiede il federalismo

La richiesta: poteri effettivi e più risorse trattenute nei territori.

PARLAMENTOIntese sull'autonomia: le modifiche sostanziali richiedono un nuovo accordo

Le Camere possono intervenire; il consenso della Regione resta necessario.

INVESTIMENTIRegioni e CDP rafforzano la collaborazione

Il protocollo riguarda progetti e strumenti finanziari, non l'autonomia fiscale.

Autonomia · La richiesta dei territori

Autonomia, Patto per il Nord: le intese non risolvono il nodo delle risorse

Il movimento chiede il federalismo: non soltanto nuove funzioni, ma un rapporto diverso tra ciò che il Nord versa e ciò che riceve. La critica riguarda la sostanza finanziaria delle intese, non il numero delle firme.

Fonti: Patto per il Nord

Autonomia · La richiesta dei territori

Decidere di più richiede risorse e responsabilità

Schema qualitativo del residuo fiscale: entrate pubbliche attribuite a un territorio meno spesa pubblica attribuita allo stesso territorio; nessun importo rappresentato in scala

Patto per il Nord giudica insufficienti le intese sull'autonomia tra Governo e quattro Regioni. Nella dichiarazione del 26 ottobre sostiene che non affrontino il residuo fiscale del Nord, quantificato dal movimento in 100 miliardi di euro all'anno. Da qui la richiesta di federalismo, non soltanto di autonomia differenziata.

Il residuo fiscale è la differenza tra le entrate pubbliche attribuite a un territorio e la spesa pubblica attribuita allo stesso territorio. Non coincide con il totale delle tasse pagate. I 100 miliardi sono la cifra indicata da Patto per il Nord: per confrontarla con altre stime occorre conoscere periodo, metodo e perimetro del calcolo.

La critica politica è chiara: trasferire funzioni non significa necessariamente lasciare nei territori una quota maggiore delle risorse che producono. Il movimento paragona le intese a un rimedio provvisorio per un problema ben più grande e chiede di cambiare il rapporto fra Stato e autonomie.

La proposta di affidare a Regioni o macroregioni la definizione dei poteri dello Stato esprime il modello politico sostenuto da Patto per il Nord, non l'assetto costituzionale vigente. La richiesta va al cuore del problema: quali decisioni diventano davvero territoriali, con quali risorse e sotto il controllo di quali cittadini?

Autonomia · Come decide il Parlamento

Intese sull'autonomia: il Parlamento può modificarle, ma deve restare l'accordo con la Regione

La Corte costituzionale ha chiarito che le Camere non sono chiamate soltanto ad approvare o respingere.

Fonti: Corte costituzionale · Normattiva

Autonomia · Come decide il Parlamento

La firma non conclude il procedimento

Schema del passaggio dall'intesa Governo-Regione al Parlamento: le modifiche sostanziali richiedono rinegoziazione e consenso regionale; la legge richiede la maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera

Le intese sull'autonomia non diventano operative per il solo fatto di essere state firmate. L'articolo 116 della Costituzione richiede una legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, sulla base di un accordo fra Stato e Regione.

La legge n. 86 del 2024 disciplina la trasmissione del disegno di legge alle Camere. La sentenza n. 192 del 2024 della Corte costituzionale, al punto 11.2, precisa il significato di quel passaggio: il Parlamento può introdurre emendamenti, non è obbligato a scegliere soltanto tra un sì e un no.

C'è però una condizione essenziale. Se le Camere intendono apportare modifiche sostanziali, l'accordo deve essere rinegoziato tra Governo e Regione. Il consenso regionale non può essere sostituito da una decisione unilaterale dello Stato.

La verifica politica viene dopo quella delle regole: il testo finale va letto funzione per funzione, distinguendo ciò che viene attribuito, come viene finanziato e quando può essere esercitato. È su questi risultati che i cittadini devono poter giudicare chi ha negoziato e chi ha votato.

Regioni · Strumenti per gli investimenti

Regioni e CDP, accordo sugli investimenti: il credito non sostituisce l'autonomia fiscale

Cassa Depositi e Prestiti e Conferenza delle Regioni rafforzano il sostegno a progetti e finanziamenti. Utile per realizzare investimenti, ma distinto dal potere dei territori di decidere sulle proprie risorse.

Fonti: Conferenza delle Regioni

Regioni · Strumenti per gli investimenti

Più capacità di progettare, senza confondere prestiti e trasferimenti

Esperienze precedenti: 245 milioni di fondi UE con affiancamento nella gestione; richieste di rinegoziazione per circa 4,8 miliardi di debito residuo; 165 PMI sostenute con circa 450 milioni tramite Basket Bond regionali. Grandezze diverse, non sommabili e non nuovi stanziamenti

Il 26 ottobre Cassa Depositi e Prestiti e Conferenza delle Regioni hanno firmato un protocollo per sostenere investimenti, consulenza alle amministrazioni e accesso al credito delle imprese. Lo hanno sottoscritto Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza, e Dario Scannapieco, amministratore delegato di CDP.

I dati nello schema non vanno sommati come se fossero contributi già versati, né attribuiti tutti al Nord. I Basket Bond raccolgono risorse attraverso emissioni obbligazionarie delle imprese: non sono sussidi a fondo perduto.

Per valutare il protocollo servono condizioni comprensibili: chi può accedere agli strumenti, quali costi sostiene, quali interventi vengono scelti e in quanto tempo arrivano i finanziamenti.

Per il sistema produttivo del Nord questi strumenti possono essere utili, ma non rispondono alla stessa domanda dell'autonomia fiscale. Un prestito da rimborsare non equivale a trattenere gettito sul territorio. Progettare meglio e decidere sulle risorse sono due capacità da sviluppare insieme, senza scambiare l'una per l'altra.

Una proposta per il Nord

Il federalismo deve unire potere di decidere e obbligo di rispondere

Fonti: Corte costituzionale · Conferenza delle Regioni

Schema qualitativo della proposta federalista: collegare competenze, risorse e verifica dei risultati da parte dei cittadini, senza valori statistici

Chi vive un problema deve sapere chi può risolverlo. Se una Regione riceve un nuovo compito ma non dispone degli strumenti per svolgerlo, il cittadino rischia di incontrare soltanto un altro ufficio al quale rivolgersi. Se riceve risorse senza dover spiegare come le usa, non nasce un'autonomia migliore: cambia soltanto chi amministra la spesa.

Per questo la richiesta federalista di Patto per il Nord merita una risposta di merito. Il punto non è dichiarare inutile ogni competenza aggiuntiva, ma pretendere che ciascuna abbia un contenuto verificabile: una decisione che prima non si poteva prendere, i mezzi per attuarla e un risultato da rendere pubblico.

Il Nord deve poter discutere quanto versa e quanto riceve senza che la questione venga liquidata come un fastidio. La forza della richiesta cresce quando i conti sono spiegati: entrate considerate, spesa attribuita, periodo e criterio di riparto. Un numero comprensibile consente ai cittadini di discutere le scelte; un numero lasciato senza metodo diventa più facile da contestare.

Anche l'accesso al credito richiede chiarezza: finanziare un progetto utile non cancella l'obbligo di restituire un prestito. Servono amministrazioni capaci di scegliere e cittadini in condizione di controllarle. La nostra richiesta è unire le due cose: più poteri e risorse nei territori, con responsabilità che non possano essere scaricate altrove.

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