Autonomia · La richiesta dei territori
Autonomia, Patto per il Nord: le intese non risolvono il nodo delle risorse
Il movimento chiede il federalismo: non soltanto nuove funzioni, ma un rapporto diverso tra ciò che il Nord versa e ciò che riceve. La critica riguarda la sostanza finanziaria delle intese, non il numero delle firme.
Fonti: Patto per il Nord
Autonomia · La richiesta dei territori
Decidere di più richiede risorse e responsabilità

Patto per il Nord giudica insufficienti le intese sull'autonomia tra Governo e quattro Regioni. Nella dichiarazione del 26 ottobre sostiene che non affrontino il residuo fiscale del Nord, quantificato dal movimento in 100 miliardi di euro all'anno. Da qui la richiesta di federalismo, non soltanto di autonomia differenziata.
Il residuo fiscale è la differenza tra le entrate pubbliche attribuite a un territorio e la spesa pubblica attribuita allo stesso territorio. Non coincide con il totale delle tasse pagate. I 100 miliardi sono la cifra indicata da Patto per il Nord: per confrontarla con altre stime occorre conoscere periodo, metodo e perimetro del calcolo.
La critica politica è chiara: trasferire funzioni non significa necessariamente lasciare nei territori una quota maggiore delle risorse che producono. Il movimento paragona le intese a un rimedio provvisorio per un problema ben più grande e chiede di cambiare il rapporto fra Stato e autonomie.
La proposta di affidare a Regioni o macroregioni la definizione dei poteri dello Stato esprime il modello politico sostenuto da Patto per il Nord, non l'assetto costituzionale vigente. La richiesta va al cuore del problema: quali decisioni diventano davvero territoriali, con quali risorse e sotto il controllo di quali cittadini?
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