Patto per il Nord
Comuni in crisi, Patto chiede federalismo fiscale: basta coprire gli errori
Il movimento contesta un sistema che, a suo giudizio, trasferisce risorse senza responsabilizzare abbastanza chi le spende. La risposta proposta è un legame più stretto tra autonomia, gestione e controllo.
Fonti: Patto per il Nord
La richiesta al Governo
Non basta trovare altri soldi
Patto per il Nord chiede di rendere effettivo il federalismo fiscale per affrontare le crisi dei Comuni. Il movimento parte dall'analisi di Unimpresa e concentra la critica sulla responsabilità degli amministratori: ricevere risorse pubbliche deve comportare l'obbligo di utilizzarle bene e di rendere conto dei risultati.
Nella dichiarazione fornita oggi, Patto denuncia il rischio che nuovi aiuti finiscano per riparare bilanci compromessi senza cambiare le decisioni che li hanno danneggiati. Il movimento collega questo problema ai trasferimenti dal Nord verso il Mezzogiorno e contesta il ripetersi di interventi che, nella sua valutazione, non scoraggiano gli sprechi.
La domanda merita una risposta precisa: quali condizioni accompagnano gli aiuti e come si accerta che il risanamento funzioni? Se una gestione sbagliata può contare su nuove risorse senza correggere la propria condotta, chi amministra con prudenza non deve essere trattato come chi accumula squilibri.
Per trasformare questa richiesta in una riforma servono poteri definiti, entrate adeguate alle funzioni e verifiche sull'uso dei fondi. La responsabilità va accertata, non presunta in base alla Regione. Un Comune può avere difficoltà diverse da quelle del Comune vicino: distinguere le cause serve a evitare che un aiuto necessario copra gli errori.
Patto pone così una questione che riguarda il contribuente del Nord: sapere per quali servizi paga e quali risultati ottiene. Non basta annunciare una riforma. Il Governo deve spiegare come intende proteggere i cittadini e impedire che la cattiva gestione si ripeta.
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