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Genova candida ai fondi regionali cinque opere di viabilità, dal valore complessivo di oltre 11 milioni di euro. Ai ponti servono coperture finanziarie: quelle mediatiche reggono soltanto i titoli. #Infrastrutture #Liguria #BussolaNord

A Lecco la cura non resta appesa alla famiglia: la paga la Regione, con acquisto del farmaco negli Stati Uniti e via libera all’Asst. Quando serve, la sanità pubblica trova persino la scorciatoia giusta. #Lombardia #Lecco #BussolaNord

In Piemonte un infermiere su sei non può fare fino in fondo il suo lavoro. Però tranquilli: il problema si “gestisce” spostando personale altrove e lasciando reparti e pronto soccorso più scoperti. Geniale, come sempre, quando servono mani e non slogan. #Piemonte #BussolaNord

In Lombardia misurare non è più un vezzo: è quasi una scoperta. Su 50 progetti socio-sanitari, Lecco ne porta due su fragilità e obesità. Se la sanità territoriale vuole reggere, servono percorsi veri e risorse, non solo slide impeccabili. #Lombardia #Lecco #BussolaNord

IL DAILY / Comuni · risorse · responsabilità

Il Nord chiede federalismo: chi spende risponda

Patto per il Nord chiede di legare le scelte di spesa alla responsabilità di chi amministra. Nei Comuni in crisi le passività stimate raggiungono 6,2 miliardi. Aiutare i cittadini è necessario: continuare a coprire gli errori senza correggerli non è solidarietà.

6 min di lettura
I CONTI6,2 miliardi di passività

La stima riguarda gli enti in crisi a fine 2025, non una nuova spesa decisa oggi.

I TERRITORILa crisi si concentra al Sud

Secondo Unimpresa, quasi due procedure attive su tre si concentrano in Sicilia, Campania e Calabria.

LA PROPOSTAPoteri e responsabilità

Il federalismo deve chiarire chi decide, chi finanzia e chi risponde dei risultati.

Patto per il Nord

Comuni in crisi, Patto chiede federalismo fiscale: basta coprire gli errori

Il movimento contesta un sistema che, a suo giudizio, trasferisce risorse senza responsabilizzare abbastanza chi le spende. La risposta proposta è un legame più stretto tra autonomia, gestione e controllo.

Fonti: Patto per il Nord

La richiesta al Governo

Non basta trovare altri soldi

Patto per il Nord chiede di rendere effettivo il federalismo fiscale per affrontare le crisi dei Comuni. Il movimento parte dall'analisi di Unimpresa e concentra la critica sulla responsabilità degli amministratori: ricevere risorse pubbliche deve comportare l'obbligo di utilizzarle bene e di rendere conto dei risultati.

Nella dichiarazione fornita oggi, Patto denuncia il rischio che nuovi aiuti finiscano per riparare bilanci compromessi senza cambiare le decisioni che li hanno danneggiati. Il movimento collega questo problema ai trasferimenti dal Nord verso il Mezzogiorno e contesta il ripetersi di interventi che, nella sua valutazione, non scoraggiano gli sprechi.

La domanda merita una risposta precisa: quali condizioni accompagnano gli aiuti e come si accerta che il risanamento funzioni? Se una gestione sbagliata può contare su nuove risorse senza correggere la propria condotta, chi amministra con prudenza non deve essere trattato come chi accumula squilibri.

Per trasformare questa richiesta in una riforma servono poteri definiti, entrate adeguate alle funzioni e verifiche sull'uso dei fondi. La responsabilità va accertata, non presunta in base alla Regione. Un Comune può avere difficoltà diverse da quelle del Comune vicino: distinguere le cause serve a evitare che un aiuto necessario copra gli errori.

Patto pone così una questione che riguarda il contribuente del Nord: sapere per quali servizi paga e quali risultati ottiene. Non basta annunciare una riforma. Il Governo deve spiegare come intende proteggere i cittadini e impedire che la cattiva gestione si ripeta.

L'analisi Unimpresa e il quadro istituzionale

I numeri della crisi: 484 Comuni, non tutto il Mezzogiorno

La concentrazione territoriale è forte. Per discuterne seriamente bisogna però distinguere le amministrazioni coinvolte, le procedure aperte e le passività da assorbire.

Fonti: Unimpresa · Regione Puglia · Senato

LA DIMENSIONE

484 enti, 485 procedure

La sintesi dell'Ufficio statistico della Regione Puglia sulla relazione della Corte dei conti indica 484 Comuni coinvolti a fine 2025, il 6,1% del totale. Le procedure sono 485: il conteggio non coincide con quello degli enti. Nei territori interessati vivono circa 6,5 milioni di persone.

LA CONCENTRAZIONE

315 procedure in tre Regioni

Nell'analisi pubblicata il 3 ottobre, Unimpresa ne conta 110 in Sicilia, 104 in Campania e 101 in Calabria: insieme il 64,9% delle procedure attive. È la quota sul totale nazionale delle procedure attive, non la percentuale di Comuni in crisi all'interno di ciascuna Regione.

IL VALORE ECONOMICO

Passività, non residuo fiscale

I 6,2 miliardi stimati riguardano le passività degli enti in crisi. Non sono il saldo tra tasse e spesa pubblica di un territorio, né un nuovo trasferimento statale. Da questa cifra, da sola, non si può ricavare quanto il Nord abbia versato per quei bilanci.

LA COSTITUZIONE

Autonomia e solidarietà insieme

L'articolo 119 riconosce l'autonomia finanziaria degli enti territoriali nel rispetto dell'equilibrio dei bilanci. Prevede anche un fondo per i territori con minore capacità fiscale per abitante. Il sostegno ai servizi e il controllo della spesa non sono obiettivi incompatibili.

Il federalismo non è un'assoluzione

Avere più autonomia non rende automaticamente un'amministrazione migliore. Deve rendere più chiaro chi decide, con quali risorse e di quali risultati risponde.

La solidarietà richiede conti chiari

Il Nord ha diritto di sapere come vengono spesi i suoi soldi

La battaglia federalista non si vince contrapponendo cittadini che lavorano e pagano le tasse. Si vince rendendo riconoscibili le responsabilità di chi governa.

Fonti: Unimpresa · Senato

Per chi lavora, paga le tasse e amministra bene al Nord, il problema non è aiutare un cittadino in difficoltà. È non sapere se il denaro pubblico sostiene un servizio o rinvia la correzione di una gestione sbagliata. La richiesta di Patto per il Nord è condivisibile: il federalismo fiscale deve attribuire poteri e rendere verificabili le responsabilità.

Una riforma seria dovrebbe permettere ai cittadini di conoscere le entrate del proprio Comune, i costi dei servizi e gli obiettivi di ogni intervento di risanamento. Gli amministratori dovrebbero spiegare gli scostamenti e correggerli, mentre agli organi di controllo spetta accertare le eventuali responsabilità. L'autonomia senza trasparenza non basta; la trasparenza senza conseguenze nemmeno.

La solidarietà serve a garantire diritti anche dove la capacità fiscale è più debole. Non può diventare l'argomento con cui sottrarre una scelta di spesa alla verifica. Proteggere una scuola o l'assistenza alle persone fragili è cosa diversa dal lasciare senza risposta gli errori di chi gestisce i bilanci. Confondere le due questioni danneggia chi ha bisogno e chi contribuisce.

Alla Lega di Salvini, che ha scelto una dimensione nazionale e nazionalista, va chiesto quale autonomia finanziaria intenda sostenere davvero. Dal punto di vista di Bussola Nord, il centralismo va contrastato proprio qui: dando ai territori poteri certi e risorse adeguate, non lasciandoli dipendere dalla trattativa con Roma. Il federalismo non può restare una parola da usare quando serve consenso.

Patto può rendere questa battaglia utile indicando quali competenze affidare ai territori, quali risorse devono restare per finanziarle e quali controlli rendere effettivi. Il criterio deve valere ovunque: difendere chi amministra bene e impedire che gli errori vengano nascosti dietro la richiesta di altro denaro. Il Nord non chiede privilegi. Chiede che il lavoro dei suoi cittadini non finanzi l'assenza di responsabilità.

POTERI

Chiarire chi decide e di che cosa risponde.

RISORSE

Finanziare le funzioni, non le promesse.

CONTROLLI

Accertare gli errori e correggere le gestioni.

SERVIZI

Proteggere i cittadini, senza giustificare gli sprechi.

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