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Genova candida ai fondi regionali cinque opere di viabilità, dal valore complessivo di oltre 11 milioni di euro. Ai ponti servono coperture finanziarie: quelle mediatiche reggono soltanto i titoli. #Infrastrutture #Liguria #BussolaNord

A Lecco la cura non resta appesa alla famiglia: la paga la Regione, con acquisto del farmaco negli Stati Uniti e via libera all’Asst. Quando serve, la sanità pubblica trova persino la scorciatoia giusta. #Lombardia #Lecco #BussolaNord

In Piemonte un infermiere su sei non può fare fino in fondo il suo lavoro. Però tranquilli: il problema si “gestisce” spostando personale altrove e lasciando reparti e pronto soccorso più scoperti. Geniale, come sempre, quando servono mani e non slogan. #Piemonte #BussolaNord

In Lombardia misurare non è più un vezzo: è quasi una scoperta. Su 50 progetti socio-sanitari, Lecco ne porta due su fragilità e obesità. Se la sanità territoriale vuole reggere, servono percorsi veri e risorse, non solo slide impeccabili. #Lombardia #Lecco #BussolaNord

IL DAILY / Lavoro · Salari · Costo della vita

Carovita al Nord: Patto per il Nord rilancia le gabbie salariali

Il movimento chiede retribuzioni differenziate per territorio, per tener conto del costo della vita. I dati Istat confermano che gli aumenti contrattuali non tengono il passo dei prezzi.

5 min di lettura
Mappa Nord canonica: illustrazione artistica dei territori settentrionali e dell'Italia visibile
LA PROPOSTAStipendi commisurati al costo della vita

Patto per il Nord sollecita un impegno delle forze sociali e delle imprese settentrionali.

PREZZIA ottobre l'inflazione è stimata al 5,4%

Il nuovo dato nazionale è provvisorio. Il rincaro dell'energia spinge l'accelerazione.

IL PUNTO DI VISTADifendere il potere d'acquisto nei territori

La discussione sui salari deve partire dalle spese che il lavoro permette di sostenere.

Lavoro · La proposta sui salari

Gabbie salariali, Patto per il Nord chiede stipendi legati al costo della vita

Il movimento torna a chiedere retribuzioni differenziate per territorio e un confronto con le forze sociali e imprenditoriali del Nord.

Fonti: Patto per il Nord

Lavoro · La proposta sui salari

La richiesta: riconoscere quanto costa vivere dove si lavora

Schema qualitativo: retribuzione, spese essenziali e potere d'acquisto; nessun importo o confronto territoriale misurato

Patto per il Nord rilancia la richiesta di reintrodurre le gabbie salariali: retribuzioni differenziate per territorio, per tener conto del costo della vita. Nel comunicato del 30 ottobre il movimento denuncia l'impoverimento del ceto medio settentrionale e chiede un impegno congiunto delle forze sociali e imprenditoriali delle Regioni del Nord.

Il richiamo ai dati Istat trova riscontro nella rilevazione pubblicata lo stesso giorno. Per il secondo trimestre consecutivo gli aumenti delle retribuzioni contrattuali restano inferiori all'inflazione. A settembre la crescita annua dell'indice orario è del 2,5%: un dato nazionale, che non misura da solo il divario fra Nord e Sud.

Il movimento sostiene che il maggior costo della vita al Nord renda ancora più difficile sostenere le spese con stipendi e pensioni. La richiesta riguarda il riconoscimento delle differenze territoriali; non presenta una tabella di aumenti, fasce geografiche o criteri già definiti.

È su questi aspetti che il confronto dovrebbe diventare concreto. Come misurare i costi essenziali? Quali lavoratori coinvolgere? Come evitare che il recupero del potere d'acquisto venga assorbito da nuove spese? Sono domande da affrontare con chi rappresenta il lavoro e le imprese, non motivi per rinviare il problema.

La proposta di Patto per il Nord mette in discussione una politica salariale che non consideri le condizioni dei territori. I numeri dell'Istat documentano la difficoltà generale dei salari a tenere il passo dei prezzi; la scelta di legarli al territorio resta una proposta politica, non una soluzione certificata dall'Istituto.

Economia · I nuovi prezzi al consumo

Inflazione al 5,4% a ottobre: l'energia accelera i rincari

La stima preliminare Istat indica un'inflazione annua del 5,4%, dal 4,2% di settembre: non un aumento mensile del 5,4%.

Fonti: Istat

Economia · I nuovi prezzi al consumo

Bollette e spesa richiedono risposte diverse, non annunci indistinti

Inflazione nazionale NIC su base annua: settembre 2026 definitivo 4,2%, ottobre 2026 preliminare 5,4%; barre da zero sulla stessa scala

I prezzi al consumo tornano ad accelerare. Nella stima del 30 ottobre, l'Istat indica per l'indice nazionale NIC una crescita dello 0,9% rispetto a settembre. Il 5,4% misura invece il confronto con ottobre dell'anno precedente.

L'energia è il principale fattore dell'accelerazione: i prezzi dei beni energetici aumentano del 31,4% su base annua. Il paniere di alimentari, prodotti per la casa e per la persona cresce del 2,5%. Sono componenti diverse, con pesi diversi nell'indice generale.

Il dato provvisorio di ottobre aggiorna il quadro dei prezzi. Non va sovrapposto alla rilevazione delle retribuzioni di settembre per ricavare una perdita salariale dello stesso mese: i periodi non coincidono.

La risposta politica deve distinguere le cause dai rimedi. Un sostegno temporaneo può affrontare un'emergenza, ma occorre spiegare chi lo riceve, come viene finanziato e quale costo riesce a compensare. Chiediamo interventi valutabili per le famiglie e per le imprese, non soltanto importi annunciati senza indicarne gli effetti.

Per i territori del Nord il confronto deve riguardare anche le condizioni per produrre e lavorare. Ridurre le spese necessarie, rendere più efficienti i servizi e sostenere gli investimenti energetici sono obiettivi da tradurre in decisioni precise. Non basta constatare che i prezzi salgono: bisogna indicare quali costi la politica intende affrontare.

Una proposta per il Nord

Il lavoro al Nord deve permettere una vita dignitosa

Fonti: Istat

Schema di una proposta di confronto: misurare i costi, negoziare gli strumenti, verificare il beneficio; non una procedura già vigente

Uno stipendio va giudicato anche da ciò che permette di pagare. Affitto, bollette e spostamenti non sono dettagli da aggiungere alla discussione sul lavoro: determinano la possibilità di vivere dove si lavora. Chiediamo che il confronto sui salari parta da queste necessità, senza ridurle a una disputa di etichette.

La richiesta di Patto per il Nord ha il merito di rimettere il territorio nella discussione. Per darle forza bisogna precisare come riconoscere i costi e chi deve negoziare gli strumenti. Una proposta convincente deve spiegare quale vantaggio porta ai lavoratori e come evitare che resti soltanto un annuncio.

Il federalismo che sosteniamo riguarda anche questa responsabilità. Vogliamo istituzioni territoriali capaci di intervenire sui servizi, sugli spostamenti e sull'accesso alla casa, rendendo conto delle risorse utilizzate. Più reddito disponibile può derivare sia da una retribuzione migliore sia da spese necessarie meno gravose. I due obiettivi non si escludono.

Non chiediamo di scegliere fra salari e competitività delle imprese. Chiediamo un confronto che tenga insieme entrambi, con impegni riconoscibili e risultati controllabili. Chi lavora al Nord non può ricevere come unica risposta l'invito ad adattarsi: deve poter costruire qui la propria vita, non soltanto sostenere il costo di restarci.

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Il Nord non chiede un premio per lavorare: chiede di poterci vivere
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