Lavoro · La proposta sui salari
Gabbie salariali, Patto per il Nord chiede stipendi legati al costo della vita
Il movimento torna a chiedere retribuzioni differenziate per territorio e un confronto con le forze sociali e imprenditoriali del Nord.
Fonti: Patto per il Nord
Lavoro · La proposta sui salari
La richiesta: riconoscere quanto costa vivere dove si lavora

Patto per il Nord rilancia la richiesta di reintrodurre le gabbie salariali: retribuzioni differenziate per territorio, per tener conto del costo della vita. Nel comunicato del 30 ottobre il movimento denuncia l'impoverimento del ceto medio settentrionale e chiede un impegno congiunto delle forze sociali e imprenditoriali delle Regioni del Nord.
Il richiamo ai dati Istat trova riscontro nella rilevazione pubblicata lo stesso giorno. Per il secondo trimestre consecutivo gli aumenti delle retribuzioni contrattuali restano inferiori all'inflazione. A settembre la crescita annua dell'indice orario è del 2,5%: un dato nazionale, che non misura da solo il divario fra Nord e Sud.
Il movimento sostiene che il maggior costo della vita al Nord renda ancora più difficile sostenere le spese con stipendi e pensioni. La richiesta riguarda il riconoscimento delle differenze territoriali; non presenta una tabella di aumenti, fasce geografiche o criteri già definiti.
È su questi aspetti che il confronto dovrebbe diventare concreto. Come misurare i costi essenziali? Quali lavoratori coinvolgere? Come evitare che il recupero del potere d'acquisto venga assorbito da nuove spese? Sono domande da affrontare con chi rappresenta il lavoro e le imprese, non motivi per rinviare il problema.
La proposta di Patto per il Nord mette in discussione una politica salariale che non consideri le condizioni dei territori. I numeri dell'Istat documentano la difficoltà generale dei salari a tenere il passo dei prezzi; la scelta di legarli al territorio resta una proposta politica, non una soluzione certificata dall'Istituto.
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