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Genova candida ai fondi regionali cinque opere di viabilità, dal valore complessivo di oltre 11 milioni di euro. Ai ponti servono coperture finanziarie: quelle mediatiche reggono soltanto i titoli. #Infrastrutture #Liguria #BussolaNord

A Lecco la cura non resta appesa alla famiglia: la paga la Regione, con acquisto del farmaco negli Stati Uniti e via libera all’Asst. Quando serve, la sanità pubblica trova persino la scorciatoia giusta. #Lombardia #Lecco #BussolaNord

In Piemonte un infermiere su sei non può fare fino in fondo il suo lavoro. Però tranquilli: il problema si “gestisce” spostando personale altrove e lasciando reparti e pronto soccorso più scoperti. Geniale, come sempre, quando servono mani e non slogan. #Piemonte #BussolaNord

In Lombardia misurare non è più un vezzo: è quasi una scoperta. Su 50 progetti socio-sanitari, Lecco ne porta due su fragilità e obesità. Se la sanità territoriale vuole reggere, servono percorsi veri e risorse, non solo slide impeccabili. #Lombardia #Lecco #BussolaNord

IL DAILY / Imprese · Energia · Investimenti

Bollette elettriche delle piccole imprese: Italia +23% sulla media di tre Paesi UE

L'analisi di Confartigianato stima, a parità di consumo annuo, la spesa elettrica di una piccola impresa manifatturiera tipo: 39.993 euro in Italia contro 32.526 nella media di Germania, Francia e Spagna, al netto dell'IVA.

7 min di lettura
Mappa Nord canonica: illustrazione artistica dei territori settentrionali e dell'Italia visibile
ENERGIAElettricità: 7.467 euro annui sopra la media di Germania, Francia e Spagna

Il confronto applica i prezzi del primo semestre 2026 allo stesso consumo annuo.

PIEMONTEPiemonte, voucher digitali: invii chiusi dopo sei ore

Il 22 ottobre lo sportello ha fermato gli invii alle 17, dopo aver aperto alle 11.

IL PUNTO DI VISTANord: ridurre i costi e programmare gli investimenti

Energia e accesso agli investimenti: per il Nord servono costi sostenibili e strumenti prevedibili.

Imprese · Il costo dell'elettricità

Elettricità, manifattura tipo italiana: 7.467 euro annui sopra la media di Germania, Francia e Spagna

L'analisi del 21 ottobre stima una spesa elettrica annua di 39.993 euro in Italia contro 32.526 nella media di Germania, Francia e Spagna, a parità di consumo di una piccola impresa manifatturiera tipo.

Fonti: Confartigianato

Imprese · Il costo dell'elettricità

Il divario pesa sulla capacità di competere

Spesa annua stimata a consumo uguale, prezzi primo semestre 2026, IVA esclusa: Italia 39.993 euro, media Germania Francia Spagna 32.526 euro

Una piccola impresa manifatturiera tipo sostiene in Italia una spesa elettrica annua stimata di 39.993 euro, contro 32.526 della media di Germania, Francia e Spagna. La differenza è di 7.467 euro, pari al 23%. È il confronto pubblicato da Confartigianato il 21 ottobre su dati Eurostat.

L'analisi applica i prezzi del primo semestre 2026 a un consumo annuo di circa 155 MWh, in bassa tensione. Gli importi sono al netto dell'IVA. La stima si riferisce a un'impresa tipo, non a una singola azienda identificata o alla media di tutte le imprese.

Il divario non dipende soltanto dalle imposte. Secondo lo studio, il costo italiano resta superiore del 18% anche escludendo tasse e oneri. Tasse e oneri ampliano lo svantaggio: nell'impresa tipo italiana valgono 9.303 euro annui, il 42,5% in più rispetto alla media di Germania, Francia e Spagna.

Per Bussola Nord, pagare di più l'elettricità può sottrarre alle filiere produttive del Nord risorse per investimenti, assunzioni e salari. Questo divario è un problema di competitività che la politica deve affrontare.

Il Governo deve distinguere ciò che dipende dal mercato da ciò che può correggere nel prelievo e nelle regole. Servono interventi verificabili sui costi e tempi certi per gli investimenti energetici. Un contributo occasionale può aiutare; non elimina, da solo, uno svantaggio che si ripresenta nella produzione.

Piemonte · Investimenti digitali

Piemonte, voucher digitali: sportello chiuso dopo sei ore

Gli invii sono iniziati alle 11 del 22 ottobre e si sono fermati alle 17. Unioncamere Piemonte ha comunicato la chiusura per domande superiori al 120% della dotazione finanziaria.

Fonti: Unioncamere Piemonte · Regione Piemonte

Piemonte · Investimenti digitali

Voucher digitali: domande oltre la soglia di chiusura

Cronologia del 22 ottobre 2026: apertura invii alle 11, chiusura alle 17, durata di sei ore; domande da valutare, non contributi già concessi

In Piemonte il bando Voucher digitalizzazione PMI 2026 ha aperto gli invii alle 11 del 22 ottobre e li ha chiusi alle 17 dello stesso giorno. L'avviso è pubblicato da Unioncamere Piemonte.

L'ente motiva la chiusura con il superamento, da parte delle domande, della soglia del 120% della dotazione finanziaria.

La misura sostiene la trasformazione digitale delle micro, piccole e medie imprese piemontesi attraverso contributi a fondo perduto. Comprende acquisti di beni e servizi digitali, consulenza e formazione. Il calendario iniziale indicava il 15 dicembre come termine ultimo, salvo chiusura anticipata. Lo sportello è ora chiuso.

Per Bussola Nord, la chiusura dopo poche ore pone una questione politica: gli strumenti hanno risorse adeguate ai progetti che le imprese vogliono realizzare? La rapidità con cui si chiudono gli invii non basta a valutare gli effetti del programma sull'innovazione.

Per valutare il programma servono gli esiti dell'istruttoria, gli importi concessi e i tempi dei pagamenti. Chiediamo inoltre criteri e tempi prevedibili per eventuali rifinanziamenti, subordinati a una decisione e a risorse effettivamente stanziate.

Una proposta per il Nord

Il Nord deve poter investire, non soltanto assorbire i costi

Fonti: Confartigianato · Unioncamere Piemonte

Schema qualitativo della proposta di Bussola Nord: ridurre i costi evitabili, programmare l'accesso agli investimenti e verificare i risultati.

Un'impresa può essere efficiente e partire comunque svantaggiata se paga più dei concorrenti per produrre. Può avere un progetto utile e non riuscire a presentarlo prima della chiusura di uno sportello. Sono problemi diversi, ma chiedono alla politica la stessa cosa: rimuovere ostacoli che il solo lavoro dell'imprenditore non basta a superare.

La nostra proposta è pubblicare risultati comprensibili: costi ridotti, domande esaminate, contributi concessi e pagamenti eseguiti. Dove le richieste superano le risorse, bisogna dire quali scelte si intendono fare e con quali coperture.

In una prospettiva federalista, il Nord deve poter collegare risorse, responsabilità e necessità delle proprie imprese. Per Bussola Nord, la proposta autonomista e federalista di Patto per il Nord va valutata anche su questo: più capacità di decidere vicino ai problemi, insieme all'obbligo di rendere conto dei risultati.

Chiediamo una politica che consenta a chi produce di investire con continuità. Ridurre gli ostacoli non significa distribuire aiuti senza condizioni: significa scegliere obiettivi, finanziare ciò che serve e verificare che funzioni. Difendere il Nord è dare valore al lavoro prima di chiedergli di sostenere altri costi.

Lega · La replica di Grimoldi

Lega: Grimoldi (Patto per il Nord) a Salvini, non tutti gli editori sono tuoi deputati

Il segretario federale di Patto per il Nord esprime solidarietà ai giornalisti dopo gli attacchi del vicepremier al congresso di Milano. Per Bussola Nord, chi esercita il potere deve rispondere alle critiche, non pretendere una stampa compiacente.

Fonti: Patto per il Nord

Lega · La replica di Grimoldi

Il diritto di informare non dipende dal gradimento del leader

Disegno a matita dell'Arco della Pace a Milano.

Paolo Grimoldi, segretario federale di Patto per il Nord, esprime solidarietà alle giornaliste e ai giornalisti italiani e contesta gli attacchi di Matteo Salvini alla stampa. Nella dichiarazione del 25 ottobre richiama la libertà di opinione e replica: «Non tutti gli editori sono tuoi deputati».

Il contesto è il congresso della Lega a Milano. Secondo il resoconto ANSA, Salvini ha rivendicato la scelta di tenere i giornalisti al piano inferiore rispetto alla sala dei delegati, usando l'espressione «per non inquinare» il confronto e definendo alcuni cronisti «servi». L'Ordine dei giornalisti e la Fnsi hanno protestato.

Grimoldi difende il diritto al dissenso e all'informazione indipendente. La replica sugli editori esprime la sua critica politica al rapporto di Salvini con la stampa.

Per Bussola Nord, il comportamento di Salvini rivela una contraddizione precisa: rivendicare la rappresentanza di un territorio non significa chiedere a chi lo racconta di proteggere il leader dalle domande. Alla cultura federalista appartengono pluralismo e controllo del potere; trattare il cronista critico come un intruso va nella direzione opposta.

Bussola Nord critica la Lega nazionale e nazionalista di Salvini per questo atteggiamento verso la stampa. Il Nord ha bisogno di rappresentanti capaci di rendere conto delle proprie scelte, non di decidere quali voci siano gradite. A una notizia scomoda si risponde con i fatti. L'insulto non la corregge e non risponde ai cittadini.

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