Lavoro · Il ricambio nelle imprese
Ricambio nel lavoro: al Nord 1,6 milioni di sostituzioni previste
Nel dossier CGIA, su dati Excelsior, il Nord-Ovest conta 913.000 sostituzioni e il Nord-Est 698.100. Sono stime riferite al quinquennio 2025-2029, non assunzioni già realizzate né nuovi posti netti.
Fonti: CGIA
Lavoro · Il ricambio nelle imprese
Le imprese devono preparare chi subentrerà

Il ricambio dei lavoratori è una questione produttiva, non soltanto previdenziale. Nel dossier datato 24 ottobre, la CGIA riprende le previsioni del Sistema informativo Excelsior: nel quinquennio 2025-2029 la domanda di sostituzione raggiunge 913.000 unità nel Nord-Ovest e 698.100 nel Nord-Est.
La somma è di 1.611.100 unità. Il dato riguarda lavoratori da sostituire in seguito alle uscite dall'occupazione: non misura l'aumento netto dei posti e non coincide con assunzioni già concluse. Copre inoltre tutto il quinquennio, compresa la parte già trascorsa.
Per una piccola impresa perdere una competenza può significare dover riorganizzare la produzione. Non basta pubblicare un'offerta quando il dipendente lascia: occorrono tempo per formare chi arriva e occasioni per trasmettere esperienza, procedure e conoscenza dei clienti.
Il rapporto richiama anche il confronto nazionale fra 24,1 milioni di occupati e quasi 23,2 milioni di pensioni nel 2025. Pensioni non significa pensionati: il conteggio riguarda trattamenti, anche assistenziali, e una persona può riceverne più di uno. Non è il rapporto fra contribuenti e beneficiari.
Per Bussola Nord la priorità è programmare il ricambio con le imprese, prima che un'uscita diventi un posto difficile da coprire. Formazione legata ai mestieri richiesti e affiancamento sul lavoro devono produrre competenze utilizzabili, non soltanto attestati. Il risultato da misurare è quante persone riescono davvero a subentrare.
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