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A Pordenone la città si mette in ordine con un pacchetto molto concreto: niente alcol in strada, due chiusure alle 20 e 19 nuovi siti di videosorveglianza. Meno rumore, più luce: a volte l’arredo urbano è anche una buona idea. #Pordenone #BussolaNord

A Brescia, 229 studenti premiati per il massimo dei voti: 100 o 100 e lode. In arrivo anche un voucher per il cinema Nuovo Eden. Dopo l’ultimo esame, una proiezione senza interrogazione ci sta. #Brescia #Scuola #BussolaNord

A Udine il lavoro fa jogging: il 26 novembre tornano cinque colloqui in 25 minuti per gli under 35. Formula rapida, aziende diverse e iscrizioni gratuite entro il 23 novembre. #Udine #Lavoro #FriuliVeneziaGiulia #BussolaNord

Saronno: il 14 novembre alle 16 la biblioteca inaugura la Gaming Zone permanente, con giochi da tavolo e console. Il prossimo capitolo si gioca in compagnia. #Saronno #Biblioteche #BussolaNord

IL DAILY / Lavoro · Famiglie · Futuro

Lavoro al Nord: 1,6 milioni di sostituzioni previste nel 2025-2029

La CGIA riprende le previsioni sul ricambio occupazionale nel quinquennio 2025-2029. Non sono nuovi posti aggiuntivi, ma uscite da coprire: al Nord servono competenze e condizioni per far restare chi lavora.

7 min di lettura
Mappa Nord canonica: illustrazione artistica dei territori settentrionali e dell'Italia visibile
RICAMBIOLe competenze vanno trasmesse

La stima riguarda l'intero quinquennio, non soltanto i lavoratori che devono ancora uscire.

NATALITÀNel 2025 meno nascite

L'Istat registra 355.772 nati. Lavoro, casa e servizi contano nelle scelte delle famiglie.

IL PUNTO DI VISTAFormare oggi, progettare il futuro

Le sostituzioni nelle imprese e il sostegno alle famiglie richiedono risposte su tempi diversi.

Lavoro · Il ricambio nelle imprese

Ricambio nel lavoro: al Nord 1,6 milioni di sostituzioni previste

Nel dossier CGIA, su dati Excelsior, il Nord-Ovest conta 913.000 sostituzioni e il Nord-Est 698.100. Sono stime riferite al quinquennio 2025-2029, non assunzioni già realizzate né nuovi posti netti.

Fonti: CGIA

Lavoro · Il ricambio nelle imprese

Le imprese devono preparare chi subentrerà

Domanda di sostituzione prevista nel 2025-2029: 913.000 lavoratori nel Nord-Ovest e 698.100 nel Nord-Est

Il ricambio dei lavoratori è una questione produttiva, non soltanto previdenziale. Nel dossier datato 24 ottobre, la CGIA riprende le previsioni del Sistema informativo Excelsior: nel quinquennio 2025-2029 la domanda di sostituzione raggiunge 913.000 unità nel Nord-Ovest e 698.100 nel Nord-Est.

La somma è di 1.611.100 unità. Il dato riguarda lavoratori da sostituire in seguito alle uscite dall'occupazione: non misura l'aumento netto dei posti e non coincide con assunzioni già concluse. Copre inoltre tutto il quinquennio, compresa la parte già trascorsa.

Per una piccola impresa perdere una competenza può significare dover riorganizzare la produzione. Non basta pubblicare un'offerta quando il dipendente lascia: occorrono tempo per formare chi arriva e occasioni per trasmettere esperienza, procedure e conoscenza dei clienti.

Il rapporto richiama anche il confronto nazionale fra 24,1 milioni di occupati e quasi 23,2 milioni di pensioni nel 2025. Pensioni non significa pensionati: il conteggio riguarda trattamenti, anche assistenziali, e una persona può riceverne più di uno. Non è il rapporto fra contribuenti e beneficiari.

Per Bussola Nord la priorità è programmare il ricambio con le imprese, prima che un'uscita diventi un posto difficile da coprire. Formazione legata ai mestieri richiesti e affiancamento sul lavoro devono produrre competenze utilizzabili, non soltanto attestati. Il risultato da misurare è quante persone riescono davvero a subentrare.

Famiglie · I dati sulle nascite

Nascite in calo: nel 2025 sono 355.772, il 3,8% in meno

Il rapporto Istat del 21 ottobre registra una nuova diminuzione. Anche i dati provvisori dei primi sette mesi del 2026 sono negativi: il confronto va fatto fra periodi uguali, non con l'intero anno precedente.

Fonti: Istat

Famiglie · I dati sulle nascite

Sostenere le famiglie richiede continuità

Nati residenti in Italia: 369.944 nel 2024 e 355.772 nel 2025; confronto separato gennaio-luglio, 198.975 nel 2025 e 196.864 nel 2026, dato provvisorio

Nel 2025 in Italia sono nati 355.772 bambini, il 3,8% in meno rispetto al 2024. Lo indica l'Istat nel rapporto pubblicato il 21 ottobre. Il numero medio di figli per donna scende da 1,18 a 1,14: è un indicatore della fecondità, non il numero di figli già avuti da ogni donna.

Il calo prosegue nei primi dati del 2026. Fra gennaio e luglio si contano 196.864 nascite, contro 198.975 nello stesso periodo del 2025: una diminuzione dell'1,1%. La rilevazione è provvisoria e non consente di presentare il risultato come bilancio dell'intero anno.

L'Istat descrive più fattori: diminuiscono i potenziali genitori e cambiano le scelte familiari. Precarietà del lavoro, difficoltà abitative e conciliazione fra impiego e cura dei figli si aggiungono alle decisioni personali. Ridurre tutto a una sola causa renderebbe più semplice il racconto, non la soluzione.

Per il Nord la conseguenza politica è chiara: chi desidera una famiglia deve poter fare progetti senza scegliere fra un reddito e la cura dei figli. Per Bussola Nord contano servizi accessibili, orari compatibili con il lavoro e condizioni abitative sostenibili, da valutare nella vita quotidiana.

La natalità non risolve però le sostituzioni previste nelle imprese entro il 2029. I bambini che nascono oggi entreranno nel lavoro molto più avanti. Servono due impegni distinti: valorizzare subito le persone disponibili e rendere possibile, nel tempo, la scelta di avere figli.

Una proposta per il Nord

Il Nord ha bisogno di persone, non soltanto di posti disponibili

Fonti: CGIA · Istat

Schema qualitativo della proposta di Bussola Nord: competenze per il ricambio immediato, servizi per le famiglie nel lungo periodo, verifica locale dei risultati

Il problema non è scegliere fra chi lavora e chi è in pensione. È permettere a chi entra di acquisire competenze, guadagnare in modo adeguato e costruire una vita sul territorio. Senza queste condizioni, anche un posto disponibile può restare difficile da coprire.

Per Bussola Nord una politica per il ricambio deve cominciare dalle esigenze delle imprese e delle persone. Quali professionalità servono? Quanto dura la preparazione? Chi può affiancare chi arriva? Domande concrete, alle quali un programma di formazione deve rispondere prima di spendere risorse.

La verifica non può fermarsi alla fine del corso. Proponiamo di misurare gli inserimenti effettivi, la continuità del lavoro e la corrispondenza fra ciò che si insegna e ciò che viene richiesto. Un attestato ha valore se aiuta una persona a svolgere un mestiere, non se aumenta soltanto il numero dei partecipanti.

Il sostegno alle famiglie segue un tempo diverso. Servizi per l'infanzia, possibilità di abitare vicino al lavoro e organizzazione degli orari possono rendere meno difficile la scelta di avere figli. Non sono strumenti per procurare lavoratori nell'immediato: riguardano la libertà di costruire il proprio futuro.

In una prospettiva federalista, i territori devono poter collegare questi interventi alle proprie necessità, con risorse definite e responsabilità chiare. È anche su questa capacità che, per il blog, va misurata la proposta autonomista e federalista di Patto per il Nord: meno distanza fra bisogni, decisioni e risultati.

Chiediamo quindi programmi leggibili per cittadini e imprese: obiettivi dichiarati, costi pubblici e controlli sugli esiti. Difendere il Nord significa consentire a chi lo fa vivere di restarci, crescere e trasmettere il proprio lavoro. Non basta celebrare quanto produce: bisogna preparare chi lo farà domani.

Lega · Il congresso di Milano

Lega, il leader nomina i membri della nuova segreteria politica

Il congresso approva un organo di massimo nove membri, scelti e revocabili dal segretario federale. Per Bussola Nord, allargare il tavolo senza cambiare chi controlla le nomine non restituisce autonomia ai territori.

Fonti: ANSA · ANSA · Rai News

Lega · Il congresso di Milano

La collegialità si misura su chi decide

Nuovo disegno a matita della Torre del Filarete del Castello Sforzesco, identificativo di Milano

Nel primo giorno del congresso di Milano, il 24 ottobre, la Lega approva una modifica dello statuto: nasce una segreteria politica con un massimo di nove membri, espressione dei livelli nazionale, regionale e locale. Secondo ANSA, saranno nominati e revocati dal segretario federale.

Nella stessa giornata Massimiliano Romeo (segretario della Lega lombarda e capogruppo al Senato) richiama la perdita di consenso e chiede una guida più collegiale. La competizione per la segreteria oppone Matteo Salvini a Massimo Garavaglia. Questo numero non anticipa l'esito del voto previsto per il 25 ottobre.

La critica di Bussola Nord riguarda il meccanismo, non i pronostici: un dirigente scelto dal vertice e rimovibile dallo stesso vertice non riceve per questo un mandato autonomo dai territori. Aumentano le persone consultate; non è dimostrato che cambi la distribuzione del potere.

È qui che, nel nostro giudizio politico, la Lega nazionale e nazionalista di Salvini resta centralista. Il segretario che ha legato il partito al proprio nome offre una squadra, ma conserva il controllo sulle nomine. Per il Nord la differenza è fondamentale: essere ascoltato non equivale a poter decidere.

Il ritorno ai principi federalisti non si dimostra aggiungendo una carica. Richiede poteri certi, rappresentanza territoriale e scelte verificabili. Finché il rimedio al dissenso dipende dalla disponibilità del leader a scegliere i propri collaboratori, la risposta resta interna alla leadership, non al bisogno di autonomia del Nord.

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