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Genova candida ai fondi regionali cinque opere di viabilità, dal valore complessivo di oltre 11 milioni di euro. Ai ponti servono coperture finanziarie: quelle mediatiche reggono soltanto i titoli. #Infrastrutture #Liguria #BussolaNord

A Lecco la cura non resta appesa alla famiglia: la paga la Regione, con acquisto del farmaco negli Stati Uniti e via libera all’Asst. Quando serve, la sanità pubblica trova persino la scorciatoia giusta. #Lombardia #Lecco #BussolaNord

In Piemonte un infermiere su sei non può fare fino in fondo il suo lavoro. Però tranquilli: il problema si “gestisce” spostando personale altrove e lasciando reparti e pronto soccorso più scoperti. Geniale, come sempre, quando servono mani e non slogan. #Piemonte #BussolaNord

In Lombardia misurare non è più un vezzo: è quasi una scoperta. Su 50 progetti socio-sanitari, Lecco ne porta due su fragilità e obesità. Se la sanità territoriale vuole reggere, servono percorsi veri e risorse, non solo slide impeccabili. #Lombardia #Lecco #BussolaNord

IL DAILY / Il Nord e la rappresentanza

Seimila firme per le liste: Patto Nord contesta la barriera

La nuova legge elettorale porterà da 1.500 a 6.000 il minimo ordinario di firme per presentare una lista alla Camera in un collegio plurinominale. Restano esenzioni e soglie ridotte. Patto per il Nord contesta un ostacolo che rende più difficile la partecipazione delle nuove formazioni alle elezioni.

6 min di lettura
Mappa Nord canonica: illustrazione artistica dei territori settentrionali e dell'Italia visibile
LEGGE ELETTORALEIl giudizio di Patto sull'aumento delle firme

Il movimento considera incostituzionale l'aumento delle firme e denuncia il rischio di escludere la rappresentanza del Nord.

IL RISCONTROAmato critica l'aumento delle firme

L'ex presidente della Consulta ritiene censurabile l'aumento delle sottoscrizioni, ma non boccia l'intera legge.

IMMIGRAZIONEPercorsi di integrazione e un'Agenzia nazionale

Grimoldi e Natali (Patto per il Nord) propongono percorsi con diritti e responsabilità, insieme a un'Agenzia nazionale per l'immigrazione.

Patto per il Nord · Elezioni

Legge elettorale, Patto Nord: incostituzionale aumento numero firme

Il movimento denuncia una penalizzazione delle forze fuori dal Parlamento. La legge è pubblicata e entrerà in vigore il 24 ottobre: la critica di Amato sulle firme non equivale a una pronuncia della Consulta.

Fonti: Patto per il Nord

Patto per il Nord · Elezioni

Amato contesta l'aumento delle firme, non l'intera legge

Terrazzamenti vitati in un paesaggio prealpino: disegno simbolico, non luogo della notizia

Patto per il Nord contesta l'aumento delle firme richieste per presentare le liste e lo considera incostituzionale. Nella dichiarazione del 10 ottobre il movimento denuncia soprattutto un rischio politico: rendere più difficile l'ingresso in Parlamento della rappresentanza settentrionale.

La legge 180 del 9 ottobre è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore il 24 ottobre. Alla Camera il minimo ordinario per ciascun collegio plurinominale passerà da 1.500 a 6.000 firme; il massimo salirà da 2.000 a 7.000.

Il nuovo requisito non vale indistintamente per tutti. Restano esenzioni e soglie ridotte per le formazioni che soddisfano i requisiti parlamentari previsti dalla legge. Chi deve raccogliere tutte le firme affronta dunque un impegno organizzativo diverso da chi beneficia delle agevolazioni.

Giuliano Amato (ex presidente della Corte costituzionale), intervistato dal Foglio il 10 ottobre, ritiene che proprio l'aumento delle firme possa meritare censura. Lo definisce «ai margini dell'irragionevolezza», mentre ritiene che il resto della riforma possa funzionare. Non è una bocciatura dell'intera legge.

Patto per il Nord vede nella differenza tra i requisiti richiesti alle formazioni politiche un tentativo di ostacolare la propria proposta federalista. La critica di Amato rafforza la contestazione del movimento sulle firme, ma resta distinta da una sentenza.

Per il Nord il problema precede il voto: una proposta politica deve poter arrivare sulla scheda. Aumentare tanto il numero di firme richieste significa chiedere più mezzi e più organizzazione prima ancora che siano gli elettori a decidere.

Patto per il Nord · Immigrazione

Migranti: Patto Nord, integrazione non può essere parola vuota

Grimoldi e Natali chiedono percorsi verificabili e propongono un'Agenzia nazionale per coordinare la gestione dell'immigrazione. Le procedure di rimpatrio devono rispettare le garanzie previste dalla legge.

Fonti: Patto per il Nord

Patto per il Nord · Immigrazione

Lingua, vita civile e amministrazioni che funzionino

Castagneto collinare del Nord: disegno paesaggistico simbolico, non sede di un evento

Paolo Grimoldi (segretario federale di Patto per il Nord) e Gianpaolo Natali (dirigente del movimento) chiedono di misurare l'integrazione attraverso percorsi concreti. Nella dichiarazione del 10 ottobre indicano la conoscenza dell'italiano e dei principi della vita civile come elementi da verificare, insieme a diritti e responsabilità.

La proposta comprende un'Agenzia nazionale per l'immigrazione. Il suo obiettivo dichiarato è rendere più efficienti le procedure di allontanamento e sviluppare, dove applicabili, programmi di rimpatrio volontario. Il movimento precisa che le procedure devono rispettare le garanzie previste dall'ordinamento.

L'accordo di integrazione è già operativo dal 2012 e prevede obiettivi di lingua italiana e cultura civica per le categorie interessate. Non riguarda indistintamente ogni straniero o ogni permesso di soggiorno. Per valutare la richiesta di percorsi verificabili occorre quindi considerare anche come viene applicato l'accordo.

Per Patto per il Nord la gestione deve unire programmazione, legalità e sostenibilità. L'Agenzia resta una proposta, non un organismo già istituito. La dichiarazione non documenta miglioramenti nei tempi o nei risultati delle procedure.

Dal punto di vista del Nord, la prova è nella vita quotidiana. Corsi accessibili, istruzioni comprensibili e uffici che concludono le pratiche aiutano chi deve rispettare le regole. Senza questi strumenti si chiede alle persone di assumersi responsabilità, ma non alle amministrazioni.

Un coordinamento nazionale è utile se rende il lavoro degli uffici più efficace e sostiene i territori. Per valutarlo servono competenze definite, costi dichiarati e risultati controllabili. L'integrazione si costruisce così, non ripetendo una parola né aggiungendo burocrazia.

Una proposta per il Nord

Il Nord deve poter scegliere e contare nelle decisioni

Fonti: Gazzetta Ufficiale · Integrazione Migranti

Laghetto alpino con pareti rocciose: disegno naturale simbolico dei territori del Nord

Una famiglia o un'impresa giudica la politica quando incontra un problema: un servizio che manca, una pratica che non si conclude, una decisione che non può influenzare. La rappresentanza del Nord deve partire da queste necessità, non dalla convenienza dei partiti nazionali.

L'accesso alle elezioni viene prima di ogni promessa di autonomia. Se una forza territoriale deve impiegare molte più energie per presentarsi alle elezioni, affronta il confronto sui programmi in condizioni di svantaggio. Difendere condizioni ragionevoli di partecipazione significa difendere la scelta dei cittadini, non garantire un seggio a qualcuno.

Patto per il Nord pone questa questione e noi ne sosteniamo la battaglia. La forza della critica sta nel descrivere con precisione la disparità e nel chiederne la correzione. Non serve anticipare il giudizio della Consulta: il problema politico resta comprensibile anche senza una sentenza.

Sull'immigrazione il movimento indica un'altra responsabilità dello Stato: organizzare procedure che funzionino. Un coordinamento centrale ha senso se aiuta chi lavora nei Comuni e nei servizi, non se allontana ancora le decisioni da chi conosce le esigenze dei territori.

Il federalismo deve chiarire proprio questo rapporto. Lo Stato garantisce diritti e regole comuni; i territori devono avere competenze definite e risorse per svolgere i compiti loro affidati. Chi decide deve rispondere dei risultati, senza scaricare gli errori su un altro ufficio o sui cittadini.

È il criterio con cui vogliamo valutare anche le proposte di Patto: possibilità di partecipare, responsabilità riconoscibili e vantaggi verificabili per chi vive al Nord. Una rappresentanza federalista merita fiducia quando traduce le richieste dei territori in impegni che i cittadini possono controllare.

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