Casa e redditi
Casa: Patto Nord, famiglie Nord in difficoltà su caro affitti
Patto per il Nord chiede di legare le retribuzioni al costo della vita nei territori. Il confronto Istat riguarda i canoni pagati nel 2025 dalle famiglie che vivono in affitto.
Fonti: Patto per il Nord
Casa e redditi
Salari e pensioni devono fare i conti con l'affitto

Pagare la casa assorbe una parte del reddito prima ancora di comprare il cibo o affrontare una spesa medica. Patto per il Nord parte da questo costo per contestare politiche nazionali che, secondo il movimento, non riconoscono abbastanza le differenze tra le aree del Paese.
L'Istat rileva per il 2025 un affitto medio di 471 euro mensili al Nord e di 369 nel Mezzogiorno. Il divario è di 102 euro al mese, pari a 1.224 euro in un anno. Sono medie dei canoni pagati dalle famiglie in locazione: non riguardano tutte le famiglie e non misurano i prezzi richiesti oggi negli annunci immobiliari.
Nel suo intervento dell'8 ottobre, Patto propone il ritorno alle cosiddette gabbie salariali, cioè retribuzioni differenziate su base territoriale. La richiesta è dichiarata: chi affronta costi più alti deve avere un reddito che gli consenta di sostenerli. Non è una misura approvata dal Governo, né una raccomandazione dell'Istat.
Patto richiama anche la condizione dei pensionati e denuncia rinunce a beni e servizi necessari. Le cifre sugli affitti, da sole, non dimostrano che ogni famiglia del Nord sia più in difficoltà di ogni famiglia del Sud: per misurare il disagio servono anche redditi, composizione familiare e altre spese. Dimostrano però un divario che la politica non può ignorare.
Per chi lavora al Nord, una paga va giudicata anche dopo aver pagato la casa. La proposta di Patto mette questo problema al centro del confronto. Ora servono criteri chiari: come riconoscere il costo della vita, come tutelare i redditi più bassi e quali strumenti usare anche per chi vive di pensione?
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