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Genova candida ai fondi regionali cinque opere di viabilità, dal valore complessivo di oltre 11 milioni di euro. Ai ponti servono coperture finanziarie: quelle mediatiche reggono soltanto i titoli. #Infrastrutture #Liguria #BussolaNord

A Lecco la cura non resta appesa alla famiglia: la paga la Regione, con acquisto del farmaco negli Stati Uniti e via libera all’Asst. Quando serve, la sanità pubblica trova persino la scorciatoia giusta. #Lombardia #Lecco #BussolaNord

In Piemonte un infermiere su sei non può fare fino in fondo il suo lavoro. Però tranquilli: il problema si “gestisce” spostando personale altrove e lasciando reparti e pronto soccorso più scoperti. Geniale, come sempre, quando servono mani e non slogan. #Piemonte #BussolaNord

In Lombardia misurare non è più un vezzo: è quasi una scoperta. Su 50 progetti socio-sanitari, Lecco ne porta due su fragilità e obesità. Se la sanità territoriale vuole reggere, servono percorsi veri e risorse, non solo slide impeccabili. #Lombardia #Lecco #BussolaNord

IL DAILY / Lavoro, trasporti e territori

Il Nord vuole investire, non aspettare Roma

A Brescia le imprese investono per consumare meno energia. L'autotrasporto chiede di rendere operativo il fondo per i nuovi mezzi. Torino prepara una nuova autostazione: il Nord vuole decisioni utili, risorse accessibili e tempi da rispettare

8 min di lettura
Mappa Nord canonica: illustrazione artistica in grafite e verde tenue dei territori settentrionali e dell'Italia visibile
IndustriaBrescia investe

L'84% delle 164 imprese intervistate dichiara interventi di efficienza energetica

Autotrasporto590 milioni da attuare

ANITA chiede i decreti per il rinnovo dei mezzi e interventi sul gasolio: lo stanziamento non basta

MobilitàTorino prepara Fossata

Oltre 26 milioni per terminal e ospitalità. Autostazione prevista a metà 2027: il progetto va giudicato sui risultati

Industria e investimenti

Brescia investe nell'efficienza: la politica faccia la sua parte

L'indagine su 164 imprese mostra un impegno diffuso nel ridurre i consumi, senza dimostrare che il caro energia sia risolto. Chi rinnova gli impianti ha bisogno di regole stabili e condizioni che permettano di continuare a produrre

Fonti: BsNews

Industria e investimenti

Ridurre i consumi non basta a garantire costi sostenibili

Territorio bresciano e Prealpi, mappa artistica in grafite: non cartografia tecnica o localizzazione delle aziende del campione

Le imprese bresciane non aspettano che il problema dell'energia si risolva da solo. Nell'Osservatorio Imprese Sostenibili 2026, l'84% delle aziende intervistate dichiara interventi per migliorare l'efficienza energetica. La ricerca coinvolge 164 imprese manifatturiere: quella percentuale descrive il campione, non tutte le aziende della provincia né l'intera industria del Nord.

L'indagine è stata condotta dal Centro Studi di Confindustria Brescia con Intesa Sanpaolo e l'Università Cattolica. Il resoconto del 7 ottobre indica che il 57% del campione ha installato impianti elettrici da fonti rinnovabili negli ultimi tre anni. Per il triennio 2026-2028, l'85% prevede nuovi investimenti ambientali: sono programmi, non spese già realizzate.

Questi risultati smentiscono l'idea di imprese ferme ad aspettare un aiuto. Non dicono però quanto siano diminuite le singole bollette, né dimostrano che ogni investimento abbia già recuperato il proprio costo. Migliorare gli impianti e ottenere energia a prezzi competitivi restano due esigenze diverse.

Per noi il Governo deve accompagnare questo sforzo con regole stabili, autorizzazioni comprensibili e strumenti accessibili. Chiedere alle aziende di investire senza permettere loro di programmare significa far gravare tutta l'incertezza su chi produce. Il lavoro del Nord merita una politica che sostenga gli investimenti, senza scaricarne l'onere interamente sulle imprese.

Regioni e Comuni devono poter intervenire sulle necessità dei propri territori, con competenze e risorse definite. Chiediamo incentivi soggetti a controlli, con obiettivi chiari e risultati verificabili. Difendere la manifattura significa consentirle di innovare senza perdere la capacità di competere.

Trasporti e logistica

Autotrasporto: 590 milioni non bastano se restano in attesa dei decreti

Le imprese chiedono di rendere operativo il fondo per rinnovare i mezzi e di intervenire sul costo del gasolio. È una richiesta nazionale che riguarda anche le filiere del Nord: una cifra annunciata non è ancora un aiuto utilizzabile

Fonti: ANITA

Trasporti e logistica

Il Governo deve spiegare quando le risorse saranno accessibili

Cervino e valle alpina, paesaggio simbolico del Nord: non sede dell'assemblea o documentazione dell'autotrasporto

Riccardo Morelli (presidente di ANITA, associazione delle imprese di trasporto e logistica aderente a Confindustria) ha chiesto al Governo di emanare i decreti attuativi del fondo da 590 milioni per rinnovare i veicoli dell'autotrasporto merci. L'appello è stato diffuso il 7 ottobre, durante l'assemblea di Federtrasporto a Roma.

La richiesta riguarda due problemi distinti: il costo delle consegne di oggi e gli investimenti nei mezzi di domani. Morelli sollecita interventi anche sulle forniture di gasolio extrarete, cioè gli approvvigionamenti degli operatori fuori dai distributori stradali. Chiede inoltre un confronto sul credito d'imposta sul gasolio, le cui risorse giudica insufficienti.

Il fondo richiamato da ANITA ha carattere nazionale e la sua attuazione interessa anche le imprese che collegano i distretti settentrionali ai mercati. L'appello dell'associazione non attesta che i 590 milioni siano già arrivati alle aziende né consente di calcolare quante ne beneficeranno.

Per noi il Governo deve indicare tempi, condizioni di accesso e criteri di assegnazione. Chi deve sostituire un camion non può costruire un piano di investimento su una cifra priva di istruzioni operative. Un sostegno temporaneo al carburante può alleviare una difficoltà immediata; non sostituisce la possibilità di programmare il rinnovo dei mezzi.

La logistica serve l'industria, il commercio e chi acquista beni ogni giorno. Le politiche per il settore vanno quindi giudicate sulla continuità del servizio e sull'efficacia degli investimenti. Chiediamo risposte verificabili, non una nuova sequenza di annunci: le imprese devono sapere quando e come potranno utilizzare le risorse.

Comuni e mobilità

Torino prepara Fossata: un terminal utile si misura sui collegamenti

Il progetto supera i 26 milioni e recupera un'area industriale dismessa. L'autostazione è prevista per metà 2027, l'albergo per fine anno: il rispetto delle scadenze sarà decisivo per valutare l'intervento

Fonti: Comune di Torino

Comuni e mobilità

Autobus e ferrovia devono funzionare insieme

Torino e il Po nel territorio piemontese, mappa artistica in grafite: non planimetria del futuro terminal Fossata

Torino prepara una nuova autostazione per gli autobus a media e lunga percorrenza nell'area dell'ex stabilimento Kerry, nel quadrante nord della città. Il Comune ha presentato il 7 ottobre un progetto da oltre 26 milioni di euro, che comprende anche un albergo e servizi per i viaggiatori. Non è un terminal già aperto.

L'intervento è promosso da Air Pullman attraverso Immobiliare Fossata, con la partecipazione del Fondo Tematico Turismo e il supporto di Equiter. Il fondo investe 16 milioni provenienti dalle risorse PNRR. L'operazione utilizza quindi anche risorse pubbliche e la cifra complessiva non coincide con una spesa del Comune.

Secondo il cronoprogramma comunicato dalla Città, l'autostazione dovrebbe essere inaugurata a metà 2027 e l'albergo verso la fine dello stesso anno. Il progetto prevede il collegamento con la stazione ferroviaria Rebaudengo Fossata e con la futura Linea 2 della metropolitana.

Per noi il valore dell'intervento dipenderà dalla facilità di passare da un mezzo all'altro, dall'accessibilità dei servizi e dal rispetto dei tempi. Recuperare un'area dismessa è preferibile a consumare nuovo suolo. Occorre comunque verificare che il nuovo terminal migliori davvero gli spostamenti di chi lavora, studia e viaggia.

Chiediamo che il Comune renda comprensibile l'avanzamento dell'opera e spieghi come saranno organizzati i collegamenti. La politica dei territori deve rispondere ai cittadini anche quando un investimento è condiviso con operatori privati. Annunciare una data è un impegno: rispettarla e offrire un servizio migliore sono i risultati da dimostrare.

Una proposta per il Nord

Il federalismo deve permettere al Nord di decidere e investire

Fonti: BsNews · ANITA · Comune di Torino

Fiume Ticino e boschi di pianura, paesaggio simbolico dei territori del Nord: non documentazione di un progetto

Un'impresa che rinnova gli impianti, un trasportatore che deve acquistare un mezzo e un cittadino che aspetta un collegamento migliore chiedono certezze diverse. Tutti, però, hanno bisogno di sapere chi decide e quando arriverà una risposta. Il Nord non può programmare il proprio lavoro in base alla prossima dichiarazione di un ministro.

L'indagine bresciana mostra aziende che investono nell'efficienza. L'autotrasporto chiede invece di rendere accessibili risorse già previste, mentre Torino presenta un progetto da realizzare. La differenza è fondamentale: investimenti compiuti, fondi ancora da rendere operativi e servizi futuri non sono risultati equivalenti. La politica deve rendere conto di ciascuno senza confonderli.

Il Governo risponde delle misure nazionali; gli amministratori locali devono rispondere delle scelte sul territorio. Avvicinare le decisioni, mantenendo i controlli, deve permettere ai cittadini di sapere chi ha deciso, quanto costa una scelta e che cosa ha prodotto. Il federalismo deve chiarire queste responsabilità senza aggiungere un altro livello di burocrazia.

Sosteniamo Patto per il Nord per la sua proposta autonomista e federalista. Il nostro giudizio parte da una richiesta precisa: dare ai territori competenze effettive e risorse con cui esercitarle. Chiediamo poteri certi, accompagnati da vincoli e dal dovere di spiegare come vengono usati i soldi pubblici.

Per chi lavora, questa battaglia dovrà tradursi in autorizzazioni più comprensibili, investimenti programmabili e collegamenti utili. Sono gli obiettivi che proponiamo. Vogliamo sapere quali risorse restano sui territori del Nord e quali decisioni possono prendere Regioni e Comuni, senza dover attendere ogni volta una risposta da Roma.

Il Nord non chiede di essere celebrato per poi tornare ad aspettare. Chiede di poter decidere sulle condizioni che permettono alle sue imprese di produrre e ai suoi cittadini di vivere meglio. La solidarietà verso altri territori deve avere obiettivi, controlli e responsabilità, senza cancellare questi bisogni. È su questa concretezza che vogliamo giudicare una proposta politica.

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