La questione settentrionale
Il congresso della Lega: la conferma non è autonomia
Le richieste del Nord non possono esaurirsi nella scelta di un segretario. Ai territori servono poteri certi, risorse e responsabilità verificabili.
Fonti: L'Espresso
Il confronto politico
Un voto per Salvini non cambia chi decide
L'Espresso, nell'articolo del 5 ottobre, descrive un congresso straordinario della Lega al quale Matteo Salvini potrebbe arrivare senza un candidato alternativo. È una previsione del settimanale, non l'esito di un voto già svolto.
La ricostruzione indica Massimiliano Romeo (capogruppo della Lega al Senato) tra le voci critiche e riferisce delle perplessità di alcuni esponenti settentrionali. Ma un dissenso interno, da solo, non trasferisce competenze né risorse alle Regioni.
La Lega nazionale e nazionalista di Salvini non diventa federalista per il solo fatto di convocare un congresso. Se mantiene al centro il leader e lascia ai territori il compito di chiedere concessioni, il suo assetto resta centralista. Il federalismo richiede l'opposto: poteri distribuiti e responsabilità riconoscibili.
Per una proposta autonomista e federalista come Patto per il Nord, la sfida è rappresentare queste esigenze senza ridurle a una disputa sulle cariche. Una segreteria può essere riconfermata; le risposte a cittadini e imprese devono ancora essere date.
Le idee, i territori