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Genova candida ai fondi regionali cinque opere di viabilità, dal valore complessivo di oltre 11 milioni di euro. Ai ponti servono coperture finanziarie: quelle mediatiche reggono soltanto i titoli. #Infrastrutture #Liguria #BussolaNord

A Lecco la cura non resta appesa alla famiglia: la paga la Regione, con acquisto del farmaco negli Stati Uniti e via libera all’Asst. Quando serve, la sanità pubblica trova persino la scorciatoia giusta. #Lombardia #Lecco #BussolaNord

In Piemonte un infermiere su sei non può fare fino in fondo il suo lavoro. Però tranquilli: il problema si “gestisce” spostando personale altrove e lasciando reparti e pronto soccorso più scoperti. Geniale, come sempre, quando servono mani e non slogan. #Piemonte #BussolaNord

In Lombardia misurare non è più un vezzo: è quasi una scoperta. Su 50 progetti socio-sanitari, Lecco ne porta due su fragilità e obesità. Se la sanità territoriale vuole reggere, servono percorsi veri e risorse, non solo slide impeccabili. #Lombardia #Lecco #BussolaNord

IL DAILY / Sicurezza · La proposta dopo i disordini di Milano

Vandalismi: Patto per il Nord chiede lo stop ai sussidi familiari

Patto per il Nord propone di revocare bonus e sussidi alle famiglie dei minorenni violenti. Al centro della richiesta ci sono i danni subiti da cittadini, commercianti e forze dell'ordine.

8 min di lettura
Mappa Nord canonica: illustrazione artistica dei territori settentrionali e dell'Italia visibile
SICUREZZAChi danneggia deve risarcire

La proposta sui sussidi richiede criteri precisi: responsabilità accertate e tutela delle persone estranee ai fatti.

LINGUA LOMBARDAProgetti per la lingua lombarda: domande aperte

Il bando regionale mette a disposizione 150 mila euro. Le richieste si presentano entro il 4 novembre.

INNOVAZIONEIl Veneto punta sull'IA nelle imprese

A Padova il confronto su competenze e infrastrutture. Il risultato da verificare è l'accesso delle piccole aziende.

Milano · sicurezza

Vandalismi: Patto per il Nord chiede lo stop ai sussidi familiari

Il movimento propone di revocare bonus e sussidi alle famiglie dei minorenni violenti. Il risarcimento delle vittime è al centro della richiesta; benefici coinvolti e modalità devono ancora essere definiti.

Fonti: Patto per il Nord

Milano · sicurezza

Il costo delle devastazioni non ricada su chi le subisce

Nuovo disegno a matita del Duomo di Milano, ricavato da un riferimento fotografico verificato

Patto per il Nord chiede di revocare bonus e sussidi alle famiglie dei minorenni responsabili di violenze e vandalismi. Nel comunicato del 19 ottobre il movimento lega la proposta ai disordini di Milano e di altre città: chi danneggia beni pubblici o privati, sostiene, deve risarcire la collettività.

La richiesta parte dalle conseguenze per chi subisce le devastazioni: cittadini, negozianti, lavoratori e forze dell'ordine. Il movimento distingue la protesta dalle aggressioni e contesta che il costo dei danni finisca per gravare su persone estranee ai fatti. Il diritto di manifestare non offre alcuna giustificazione a chi distrugge.

Il comunicato esprime una proposta politica, non annuncia una revoca già disposta. Non indica quali prestazioni verrebbero interessate, per quanto tempo o attraverso quale procedimento. Sono aspetti necessari per trasformare la richiesta in una misura applicabile, con responsabilità accertate e possibilità di contestare le decisioni.

Per Bussola Nord la priorità è proteggere chi lavora e vive nei territori colpiti. Condividiamo la richiesta di non lasciare alle vittime il conto dei vandalismi. La fermezza richiede però di individuare chi ha commesso i fatti e di distinguere il risarcimento dei danni dalle condizioni per ricevere un aiuto pubblico.

Chiedere regole precise significa rendere la risposta più efficace. Una misura sui sussidi dovrebbe chiarire anche come tutelare gli altri componenti del nucleo familiare estranei alle violenze. Il Nord ha bisogno di città sicure, conseguenze effettive per i responsabili e risposte tempestive a chi è stato danneggiato: non di promesse senza strumenti per attuarle.

Lombardia · cultura

Lingua lombarda: 150 mila euro per ricerca e attività culturali

Il bando sostiene le varietà locali attraverso studi, documentazione ed espressioni artistiche. Per Bussola Nord la tutela dell'identità richiede occasioni per conoscere e usare la lingua, non soltanto celebrazioni.

Fonti: Regione Lombardia

Lombardia · cultura

Le domande sono aperte fino al 4 novembre

Schema originale a matita dei due ambiti del bando: ricerca e documentazione, produzione artistica

Da ieri, 19 ottobre, si possono presentare le domande per il bando regionale dedicato alla lingua lombarda e alle sue varietà locali. La dotazione complessiva è di 150 mila euro, con contributi a fondo perduto. La scadenza è fissata al 4 novembre alle 16: le richieste vanno inviate sulla piattaforma Bandi e Servizi.

Tra i soggetti ammessi figurano enti pubblici, istituzioni culturali senza fine di lucro, ecomusei riconosciuti, università e centri di ricerca. Sono previste attività di studio e documentazione, anche sulla toponomastica, e iniziative artistiche: teatro, musica popolare, marionette e burattini. Condizioni e spese ammissibili restano quelle del bando.

Per Bussola Nord è un intervento utile se permette alle comunità di trasmettere una conoscenza che altrimenti rischia di restare confinata a poche persone. Conservare una registrazione, rendere consultabile una ricerca o portare uno spettacolo davanti a un pubblico sono risultati diversi da una generica dichiarazione di sostegno all'identità.

Ai Comuni e alle associazioni proponiamo di partire da ciò che serve nel proprio territorio: testimonianze da raccogliere, materiali da rendere accessibili, occasioni per avvicinare le nuove generazioni. Non è un requisito aggiuntivo del bando, ma il criterio con cui il blog ne giudicherà l'utilità.

La somma disponibile va misurata rispetto ai progetti che potrà sostenere, senza descriverla come una soluzione definitiva. Difendere una lingua significa darle possibilità di essere studiata, ascoltata e usata. La politica locale può favorire questo lavoro; deve poi rendere conto di come ha impiegato le risorse.

Veneto · imprese

IA nelle piccole imprese: il Veneto punta su formazione e infrastrutture

Al DIGITALmeet del 19 ottobre la Regione ha richiamato il sostegno alla formazione e al supercalcolo universitario. Le dichiarazioni vanno misurate sui servizi effettivamente utilizzabili dalle aziende.

Fonti: Regione del Veneto

Veneto · imprese

A Padova il confronto su come usare la tecnologia

Nuovo disegno a matita del Cortile Antico di Palazzo Bo a Padova, basato su una fotografia verificata

Rendere l'IA accessibile alle piccole e medie imprese: è il tema discusso ieri a DIGITALmeet, nell'Aula Magna del Bo a Padova. Filippo Giacinti, assessore regionale al Bilancio e all'Agenda Digitale, ha indicato competenze e infrastrutture tra le priorità.

La Regione ha richiamato 15 milioni di euro per il supercalcolo delle università venete, coordinato dall'Università di Padova, e il sostegno europeo alla transizione digitale e alla formazione. È un finanziamento universitario, non un nuovo contributo diretto alle imprese.

Per un'azienda di piccole dimensioni, avere una tecnologia a disposizione non significa saperla utilizzare. Bussola Nord propone una verifica semplice: quali servizi può richiedere, a quali condizioni e con quale assistenza? Il valore di un'infrastruttura si misura anche dalla possibilità di accedervi senza dover costruire al proprio interno una struttura specialistica.

La formazione dovrebbe aiutare a scegliere i compiti da affidare all'IA, controllare le risposte e proteggere le informazioni dell'azienda. Sono obiettivi che il blog ritiene essenziali, non risultati che l'incontro di ieri dimostri già raggiunti. Acquistare strumenti senza preparare chi li usa rischia di lasciare incompiuto l'investimento.

Il Nord può far valere la vicinanza tra imprese, università e amministrazioni. Perché questa collaborazione produca benefici, chiediamo tempi di accesso chiari, costi conoscibili e verifiche sull'utilità dei servizi. Il sostegno pubblico all'innovazione dovrebbe aiutare anche le aziende meno strutturate a migliorare il proprio lavoro: gli annunci non bastano.

Una proposta per il Nord

Città sicure: proteggere chi subisce i danni e prevenire nuove violenze

Fonti: Costituzione

Schema qualitativo a matita delle priorità proposte dal blog: prevenire, proteggere le vittime e riparare i danni

Una vetrina danneggiata riguarda prima di tutto chi deve riaprire il negozio. Una strada diventata pericolosa limita chi la percorre per lavorare, studiare o tornare a casa. Per Bussola Nord la sicurezza deve partire da queste persone: la qualità della risposta pubblica si giudica anche da quanto rapidamente restituisce loro condizioni di vita normali.

Il blog propone di affiancare all'accertamento delle responsabilità un piano locale per assistere le vittime e ripristinare gli spazi danneggiati. Servono informazioni chiare su come segnalare i danni, interlocutori riconoscibili e aggiornamenti sugli interventi. È una proposta di lavoro, non l'affermazione che questi strumenti manchino ovunque.

La prevenzione richiede continuità. Per noi significa individuare i luoghi più esposti, raccogliere le segnalazioni di residenti e commercianti e verificare se gli interventi riducono il ripetersi dei problemi. Non presentiamo numeri o risultati come già acquisiti: chiediamo che le istituzioni li rendano noti, senza trasformare ogni emergenza in una gara di dichiarazioni.

La prospettiva federalista sostenuta da Patto per il Nord deve legare la conoscenza dei territori a poteri certi e risorse adeguate. Al tempo stesso, chi interviene deve spiegare che cosa ha fatto e con quali esiti. Vicinanza ai cittadini e responsabilità pubblica devono crescere insieme: spostare soltanto gli obblighi sui Comuni non basta.

Fermezza e garanzie servono allo stesso obiettivo: colpire i responsabili senza confonderli con chi non ha commesso violenze. La responsabilità penale resta personale. Difendere il Nord significa proteggere il lavoro, la convivenza e la libertà di vivere le proprie città. Questo è il risultato che chiediamo alla politica, oltre la risposta del giorno dopo.

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